Anche se può non sembrare, questo post parla di cose pratiche per guadagnare online…
Metto subito le mani avanti: sono molto scettico sul surriscaldamento globale. E lo sareste anche voi se aveste letto Stato di paura, di Michael Crichton. A questo aggiungete che nel mio palazzo a Milano non c’è la raccolta differenziata e quindi, generalmente riciclo poco.Però l’idea mi piace molto e in alcuni casi riciclo molto.
Oggi ho iniziato a riciclare. Articoli.
Infatti, questo pomeriggio mi sono trovato casualmente a chiacchierare con il guru nostrano di Adsense, Silvio Carracini (vi ordino di scaricare il suo corso gratuito!) e mi ha chiesto “come va con i tuoi siti Adsense?“.
E mi sono ricordato che, dopo il seminario Internet Money, mi era venuta voglia di fare due siti Adsense, così per provare. Uno perché c’è una buona nicchia con click costosi che mi interessa (ma il problema sono i contenuti…). L’altro perché appunto potrei riciclare dei contenuti di qualità (articoli), ricchi di keyword, che ho già sul mio hard disk.
Poi però non avevo fatto niente e me n’ero quasi dimenticato.
Chiacchiera che ti chiacchiera, mi son detto “ma sì, partiamo con questo blog, ricicliamo questi articoli”.
E così, un po’ prima di cena e un po’ dopo la tv, quando Ettore è andato a letto, ho messo in piedi il mio primo blog Adsense. Proprio seguendo le indicazioni del corso di Silvio Carracini (ok, le cose più o meno le sapevo, ma ci sono veramente tante informazioni utili, anche per me che, come si dice, bazzico)
In realtà avevo fatto un prototipo di blog Adsense in tempi non sospetti (come direbbe Italo Cillo), parecchi anni fa e lo trovate qua.
Ma non avevo continuato perché non mi era chiaro quanto fosse importante la frequenza di aggiornamento per crescere con Google ed avere traffico. E poi avevo usato Blogger, Wordpress non era assolutamente la piattaforma prevalente allora.
Il bello del riciclo
Riciclare materiale già scritto per creare del nuovo valore è paragonabile a riciclare spazzatura per creare energia elettrica (come non fanno a Napoli, ma in altri posti sì, per esempio San Paolo del Brasile).
E’ una gran bella sensazione. Prendi questi testi un po’ polverosi, con macchie di muffa e odore di chiuso, li spolveri, li riassetti e li riutilizzi.
Copia e incolla, un po’ di cosmesi (ma molto poca, credetemi) e nasce un blog con Adsense. Se tutto va bene, gli articoli sono circa 150, ne metto uno in 1-2 minuti (dipende da quanto lo aggiusto) quindi in 4-5 ore di lavoro (diciamo 1 settimana per essere pigri?) il blog sarà caricato.
A quel punto potrò aspettare che Google faccia il suo dovere e che arrivi il traffico, credo che ci vorrà qualche mese.
E poi quanto guadagnerò? Grosso modo, so (dal mio primo sito test) che un click medio in questo settore (CRM) mi porta 0,5 - 0,7 Euro. E’ un settore che paga bene.
Oggi sul sito test ricevo 200 visite al mese con un CTR del 3,45%. Devo almeno aumentare il traffico di 50 volte (meglio 100) perchè il blog abbia un profitto degno di questo nome, cioè arrivare ad almeno 500 click al mese. Sarà possibile? Lo saprò tra qualche mese.
Però, onestamente, se anche facesse 200 euro al mese dopo averci lavorato 5 ore per inserire gli articoli (che avevo già) più altre 5-6 ore oggi, per me è un buon risultato perché:
- sono soldi realmente automatici
- lo sbattimento è limitato
- riciclo ciò che già avevo
- è un “business model” realmente alla portata di tutti e lo faccio fare anche a mio figlio
E se i contenuti non ce li hai già? Li trovi. Infatti per l’altro blog Adsense che ho in mente di fare non ho i contenuti e sto pensando come trovarli.
Un’idea è la traduzione di roba inglese. Io potrei farla da solo, ma il mio tempo vale probabilmente di più.
Potrei trovare degli studenti per la traduzione, ma anche lì, non so se l’investimento viene ripagato (però potrei usare le traduzioni anche per ebook a fini di vendita o lead generation… ci devo pensare).
Ma questa è la mia idea, perché so che c’è tanto ottimo materiale in inglese e bisogno di traduzioni in italiano. Magari per la vostra nicchia di blog + adsense il materiale in italiano c’è già.
Maiali e calamari
Quindi se oggi ho adottato la tecnica del maiale con i miei vecchi articoli, è stato un calamaro che mi ha sorpreso.
Alcuni mesi fa, ascoltando il bellissimo teleseminario di Italo Cillo sul “Domare il Web” ho voluto provare Squidoo, un sistema Web 2.0 per arrivare in prima pagina di Google.
Voi sapete che sono mooolto scettico sul Web 2.0 e in generale sul SEO e il traffico naturale. Da buon vecchio marketer all’antica, per me è logico pensare di fare una bella campagna Adwords, pubblicità che pago e vedo subito il risultato, piuttosto che stare a fare le strane alchimie per essere nei risultati di Google.
L’ideale è farli entrambi, ma dovendo scegliere, io scelgo il PPC e Adwords.
Comunque, avevo fatto una lente sul CRM, messo qualcuno dei miei articoli-maiale riciclati e lasciato il tutto a fermentare, tipo vino da invecchiamento. Nei primi tempi andavo a vedere cosa mi diceva Google e mi trovavo in seconda pagina. Meglio che niente, ma non questa gran cosa (e questo mi confermava che il Web 2.0 non mi entusiasma).
Oggi, parlando di questo blog, ho voluto vedere come era messa la mia lente su Google e… magia! E’ in prima pagina, bella come il sole!
Questo cambia le cose perché
- Squidoo funziona e vi porta in prima pagina, perché la mia lente non è niente di speciale e non ha tanti articoli
- Squidoo funziona anche per il mercato italiano (magari anche meglio perché c’è meno concorrenza? Mah… è da esplorare)
Per non saper né leggere, né scrivere ho linkato subito il mio nuovo blog alla lente (e dovrò fare anche il contrario, ma domani, ok?).
Ora vado a dormire. Domani mattina tennis, spero presto di pagarmelo con questo blog Adsense
P.S. Perché non c’è Adsense su questo blog? Mah, non so, mi parrebbe di mettere annunci pubblicitari sul mio diario. Almeno per come si è evoluto questo blog è una cosa intima, tra me e voi. Non mi pare che gli annunci Adsense ci stiano bene. E’ verò che metto dei link affiliati e dei banner… però fuori dal contesto di quello che scrivo (infatti non li cliccate MAI!)