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Jose Apesteguia e Ignacio Palacios-Huerta, rispettivamente dell’Università di Barcellona e della London School of Economics hanno statisticamente dimostrato che nei calci di rigore, chi calcia per primo vince, con una probabilità 60/40.

Altro che lotteria

Iniziare per primi è l’unico parametro che conta. Non conta la classe dei tiratori. Non conta il livello complessivo della squadra. Non conta la bravura del portiere. Conta solo iniziare a tirare per primi.

Come mai?

Facile da capire: il primo che tira (generalmente il capitano) e segna, mette sulle spalle dell’avversario una grandissima pressione psicologica, perchè ora deve inseguire. Pressione che generalmente è decisiva e fatale, appunto nel 50% dei casi. Chi inizia ha il 50% di probabilità in più di vincere.

Quindi, è probabile - anche se la Spagna giocava meglio e ha vinto l’Europeo meritatamente - che se l’Italia avesse potuto tirare per prima, saremmo passati noi e chissà, magari potevamo esserci noi sul podio.

Ma non scrivo queste righe per fare della inutile dietrologia sugli Europei. Chi mi conosce sa che non mi interessa il calcio e non tifo per nessuna squadra.

Scrivo queste righe perché mi interessa un’altra cosa: il potere dell’informazione.

Ovvero?

Ovvero che avere o non avere la giusta informazione può avere conseguenze enormi. Una decisione presa senza informazioni o con informazioni sbagliate - come spesso succede - e ti trovi invece che a vincere, a perdere. Disperato invece che esultante. Senza soldi invece che milionario.

L’informazione mancante a Buffon

Cosa sarebbe successo se Buffon, il nostro capitano, avesse conosciuto i risultati di questo studio dei due spagnoli sui calci di rigore?

Beh, penso che sarebbe stato contento di poter scegliere di tirare per primo. Perché avevamo vinto il lancio della monetina, potevamo essere i primi a tirare e avere le probabilità di vincere enormemente dalla nostra parte!

Invece, potendo scegliere, ha deciso di tirare per secondo. Magari ha pensato “così vedo come fanno loro e mi concentro”. Oppure semplicemente ha pensato “è la stessa cosa, facciamo partire loro che si innervosiscono”. O chissà.

Ma la mancanza di questa informazione e anzi, l’informazione errata che è uguale tirare per primi o secondi, verosimilmente ci è costata l’eliminazione.

Ma qual’è l’informazione importante, nella valanga di informazioni che ci sommerge ogni giorno? E’ vero, dobbiamo filtrare. Sperando di non filtrare le pepite d’oro non viste in mezzo al fango. C’est la vie?

Beh, una risorsa l’abbiamo: si chiama “attenzione focalizzata”. Restate in ascolto, ne parlerò in un altro post.

Ottimo Ettore!

Sabato scorso sono usciti i risultati degli esami di Ettore. Lui è al mare e so che mi ucciderà per questo post.

Ma, come si dice, il blog è mio e faccio quello che voglio. :-)

Ettore si è diplomato con ottimo.

Bravo topolino. In questi 3 anni che viviamo insieme si è sempre occupato lui del suo studio, non ho mai dovuto preoccuparmene o dire “studia”. Ha sempre fatto da solo e ha sempre fatto bene. Eventualmente si è un po’ annoiato, ma comunque dà sempre il massimo.

E’ diverso da me. Io dò sempre il minimo. Per fortuna che il mio minimo è abbastanza alto.

Da settembre, liceo scientifico. Non sono contento che inizi le scuole in Italia, ma non ho trovato alternative possibili. Una scuola (costosissima) internazionale è stata bocciata da lui senza appello, dopo averci fatto un giorno (”Non se ne parla nemmeno. Assolutamente no.”). Magari aveva ragione lui, ma ora cosa lo aspetta?

Le sabbie mobili della scuola superiore italiana, dove avrà una frazione delle opportunità che hanno i suoi coetanei degli altri paesi civili. Lo ha detto anche l’eccellente preside della nuova scuola “cosa pretende, signor De Veglia, siamo comunque una scuola italiana”.

Non ho dubbi su Ettore. Ha fatto bene alle medie, farà bene anche alle superiori.

Ho paura della rana.

La rana bollita a fuoco lento che siamo tutti noi che viviamo in questo Paese. Ho paura che si bollisca anche lui.

Perché puoi essere bravo quanto vuoi, ma il tuo peer group, il sistema in cui sei inserito, inevitabilmente ti condiziona. Io lo vedo su di me. Magari mio figlio sarà più bravo di me. Però sono preoccupato.

Ma nessuno sa cosa sarà il futuro.

Oggi è tempo di congratulations e di auguri di buona, ottima estate a Ettore.

E anche a voi .

P.S: Quest’estate non ho intenzione di fare lunghe ferie. Magari qualche settimanina qui e là, ma per lo più sarò a Milano, a scrivere, meditare, preparare. Semplicemente a non fare ferie, perché proprio non ne ho voglia.

Esperimenti

In questi giorni ho in corso 3 esperimenti. Ve ne parlo.

Internet Money Italia, il blog

Questo è decisamente il BIG EXPERIMENT. Internet Money Italia vuole essere il primo magazine (online) sull’Internet Money, i guadagni online.

E’ un big experiment per questi motivi

  • perchè è impegnativo, significa scrivere almeno 2 articoli alla settimana e non semplici post da blog, ma qualcosa che dia reale contenuto obiettivo
  • perché non c’è niente di simile e se non c’è, magari ci sarà un perché
  • perché è un esperimento di “superaffiliato”, come spiegato in Affiliazione Vincente
  • perché è anche un esperimento di uso un minimo sofisticato di Wordpress, programma che non conoscevo
  • perché è anche un esperimento di Adsense, sistema di guadagno su cui sono sempre un po’ scettico

Come sta andando? Ottimo successo di critica, con riserve dal punto di vista economico. I commenti che ricevo sono sempre tanti (in relazione al traffico che non è immenso), interessanti e spesso entusiasti. Dal punto di vista economico, da buon affiliato, questo sito si sostiene con le affiliazioni e con Adsense (che ho inserito seriamente solo ieri). E i risultati non sono entusiasmanti. Anche se ci sono e dovrebbero crescere. Il punto non è se questo sito guadagna qualcosa, ma se - ai miei occhi - guadagnerà sufficientemente per giustificare il lavoro. Perchè, obiettivamente, online ci sono modi per guadagnare queste cifre in modo molto meno faticoso.

Voglio comunque tenere questo esperimento fino alla fine dell’anno, dargli un po’ di tempo per mostrare tutto ciò che sa fare.

Internet Money Italia, il social network

Colleagato a Internet Money Italia, ho deciso di fare un esperimento di social network. Internet Money Italia Community è quindi il social network associato al blog-magazine Internet Money Italia.

Se non ti è chiarissimo cosa è un social network, ho scritto qui una sintetica spiegazione.

Ho fatto questo esperimento per questi motivi

  • perché i social network (es: Facebook) sono argomento caldissimo, l’ultima moda di Internet e mi interessava capire cosa succedeva “dal di dentro”, non solo come utente (ho un profilo su Facebook)
  • perché oggi è possibile per chiunque, gratis, creare un social network da convidividere con le persone che conosce o con cui è in contatto
  • perché era un logico complemento del blog Internet Money Italia, se non altro per offrire la possibilità di discutere di Internet Money con la funziona forum del social network

Che risultati mi attendo? Potrei dire “nessun risultato”, non so proprio. Mi piacerebbe che una buona percentuale delle centinaia di lettori di Internet Money Italia e anche di voi che leggete questo mio blog personale, si iscrivesse al social network e lo usasse. Perché il punto è proprio usarlo, non solo iscriversi.

Lo usasse per esprimere quello che gli interessa. Non ci sono obiettivi economici in questo social network, almeno per ora non riesco a vederne. Ci sono annunci Adsense, ma provengono dalla società (ning) che fornisce la piattaforma, quindi non sono miei. E’ possibile diventare utente premium e mettere propri annunci, ma per ora non mi sembra importante. Voglio solo vedere cosa succede, se succede qualcosa, sul social network.

Digiuno

Oggi è il quarto giorno del mio digiuno. Mercoledì non ho mangiato assolutamente niente, giovedì una pesca, ieri 3 pesche e un po’ di tonno in scatola. Comunque sostanzialmente niente.

Erano molti mesi che volevo provare il digiuno. Ne avevo letto come pratica per purificare il corpo e lo spirito e mi incuriosiva, volevo vedere se era possibile non mangiare nulla e non avere desiderio di mangiare.

I primi risultati sono questi

  • passato il primo giorno senza troppe difficoltà, ne secondo è passato il desiderio di cibo e non è più tornato, anche se questa mattina, per la prima volta, sento una certa fame
  • sono calato subito 3-4 chili (non sono sicuro, variano) e mi sento veramente bene fisicamente
  • non è stato difficile e mi sono reso conto di quanto mangiare sia un’abitudine anzichè un bisogno fisico

Oggi credo che romperò il digiuno, perché, per la prima volta ho la sensazione di fame. Però so che è possibile farlo. Anche se ci vogliono le condizioni giuste e in questi giorni c’erano (Ettore al mare, così non devo cucinare, gran caldo che ti toglie la voglia di mangiare).

Ma è una bellissima sensazione. La sensazione di ascoltare e controllare il tuo corpo e di scendere in profondità nei tuoi bisogni reali e non fittizi. Oggi so distinguere fame, appetito dal bisogno di mettere qualcosa in bocca per altri motivi (come dice la mia amica Debora Conti che si merita un post tutto per lei).

Gli esperimenti continuano…

Il mondo e matt

- Marco, guarda che hai scritto male il titolo. Hai dimenticato l’accento di “è” e la “o” di “matto”.

- No, no. Volevo proprio scrivere “Il mondo e matt”. Eventualmente avrei potuto scrivere “Il mondo e Matt”. Ma così ho creato il giochino… (ah, questi copywriter in pensione)

L’ho scoperto ieri sera, per caso. Cercavo Lucio Dalla su Youtube e invece ho trovato Matt.

Matt è uno che ha usato perfettamente Internet per i suoi 15 minuti di popolarità. Che però, a giudicare dalle informazioni sul suo sito, sono un po’ più di 15 minuti, ma qualche anno.

Matt balla.

Come un orso.

Come l’amicone sfigato e un po’ ciccio alle feste di terza media.

Come quello che fa ridere ma non ti ciula mai le ragazze, per fortuna.

Matt balla come me e te, probabilmente.

Ha iniziato ballando da solo perché un suo amico gli ha detto “già che siamo qui, perché non fai quella tua danza ridicola?”. E lo ha ripreso. Erano in Vietnam. E poi lo hanno rifatto. Da un’altra parte. Da un’altra parte. Da un’altra parte ancora. In giro per il mondo. E hanno fatto il primo video.

E poi un secondo video, sponsorizzato da una gomma americana (capite il nesso? Gomma americana… viaggio… ballo… non moriteci, non c’è nesso :-) )

E ora questo terzo “Where the hell is Matt (2008)” in cui Matt non balla più da solo, ma assieme al mondo.

Ed è da ieri sera che me lo guardo e lo ascolto (bellissima canzone misteriosa, fatta in casa) e mi fa felice.

Ci ho trovato mille significati commoventi, allegri, profondi, spiritosi. Ce ne troverete anche voi. Quelli che volete.

Perché Matt che balla con il mondo (è un movimento, uno dei movimenti underground che nascono sulla rete) è come una pizza margherita da farcire con le emozioni che vuoi.

Per sentirci parte del mondo. E ballare.

Buona estate.

Il sito di Matt: www.wherethehellismatt.com

Cari amici, una cosa che dovete sapere di me è che per me contano molto le date e le ricorrenze. Vivo quindi saltando da una ricorrenza ufficiale a una personale e il mio umore cambia di conseguenza.

Oggi è il primo giorno d’estate e… non so se essere triste o allegro. La mia mente è allegra perché amo l’estate. Il mio spirito triste perché… non so perché (come diceva Raz Degan in un famoso spot di una decina di anni fa).

Allora, dopo aver accompagnato Ettore da un amico e rendendomi conto che di sabato non trovo nessuno per un pranzo con 4 chiacchiere, invece di tornare a casa ho girato lo Scarabeo e sono andato sul Ticino e poi fino a Novara.

La mia prima gita da motociclista (oddio, motociclista… scooterista con maglietta maniche corte e senza calze).

Ho fatto 100 Km più o meno e mi sono reso conto che:

- viaggiare con lo Scarabeo 500i è possibile

- non è comodo (male al culo)

- più o meno faccio 60 Km/h di media

Per uno stra-automibilista come me, convertito alle 2 ruote più che altro perché non ne potevo più di prendere multe (prenditela in quel posto, Comune di Milano!) è già un bel traguardo.

C’era anche un altro motivo per cui ho deciso questo viaggetto: solo quando guido riesco a pensare. Solo che se guidi in auto in autostrada è più plausibile che se sei in scooter sulla SS11. Comunque qualche riflessione l’ho fatta.

Su cosa? Sto lavorando per lanciare una serie di infoprodotti sul marketing per gli imprenditori.

Diciamo che sul “cambia la tua vita con l’Internet Money” il lavoro principale l’ho fatto con Internet Money Italia. Mi sono ricavato questo ruolo di “papà dell’Internet Money italiana” e voglio vedere se questo - che dal punto di vista monetario è un bell’esperimento di superaffiliato - funzionerà o meno. Mi dò e gli dò tempo fino alla fine dell’anno (sono circa 100 articoli da scrivere e conto di avere aiuti…). E i vostri commenti mi aiutano moltissimo!

Invece, la colpa è di due amici, colleghi, leggende come Nicola Fiabane e Giulio Marsala che hanno appena lanciato il loro Acquisizione Clienti Vincente, bellissimo infoprodotto dedicato agli imprenditori che vogliono acquisire clienti spendendo meno e con maggiori risultati (circa il 121% degli imprenditori :-) ).

Il lancio è stato un successo e loro hanno anche la faccia tosta di dirmi:

- “Ma scusa Marco, ma con quello che sai dovresti essere tu il primo, che ci insegni ste cose a tutti noi… quando fai qualcosa di tuo?”.

- “Un mio infoprodotto sul marketing per gli imprenditori italiani? Ma hanno interesse a imparare queste cose? A me non sembra…”

- “Guarda, dopo 5 minuti avevamo venduto 12 copie e 74 in 14 ore. Secondo noi interessa”.

OK, l’ho messa giù così un po’ da film. In realtà sarà almeno 2 mesi che parliamo di questa cosa, di cosa stanno facendo loro, delle risposte positive che hanno avuto alle informazioni gratuite che davano e che io veramente dovrei pensare a fare qualcosa di mio. Possibilmente su “come creare la marca”.

Mah, non so. 10 anni fa ho provato a promuovere qualcosa di nuovo sul mercato B2B italiano ed è stato un disastro. Probabilmente erano cose 20 anni avanti. O forse non le sapevo vendere, chissà. Ma dopo quell’esperienza sono diventato non scettico, di più.

Eppure mi piace parlare con il sciur parùn, perché so di poterlo aiutare con ciò che ho studiato e provato in 24 anni di lavoro.

E allora me ne sono andato sul Ticino con il mio scooter a pensare che fare.

Anche perché martedì 24 terrò un teleseminario sull’argomento “come e perché creare la marca, il brand positioning”. Teleseminario a numero chiuso, riservato ai primi 100 acquirenti di Acquisizione Clienti Vincente.

Mmmm… avevo tutta un’altra idea per questo post, poi mi sono messo a parlarvi delle mie faccende… sarà meglio che ciò che volevo dire lo dica in un nuovo post…

E’ nato!

Pesa 2 pagine e 8 post e ha visto la luce su Internet ieri, 6 giugno 2008 alle 17:48.

Ne annuncia la nascita papà Marco e il fratellino www.internetmoneygame.com.

E’ Internet Money Italia, detto anche www.internetmoneyitalia.com.

La sua gestazione è stata lunga e difficile, oltre 15 mesi e si è rischiato più volte un aborto. Ancora oggi, il bimbo è gracile e avrà bisogno di cure extra per crescere bene e superare i problemi che ha avuto durante la gestazione.

Ma siamo fiduciosi e felici che sia con noi.

Lui si prepara a crescere settimana dopo settimana e a rendere orgoglioso papà, diventando un riferimento per i suoi amici e chiunque si interessi all’Internet Money in Italia.

Andatelo a trovare su www.internetmoneyitalia.com e lasciate pure un messaggio.

Ci farà tanto, tanto piacere.

 

Unexpected Book

Contrariamente a tutti i piani e le aspettative - e i libri che ho comprato e che pianifico di leggere - negli ultimi due giorni sono rimasto incollato a un libro che ho preso a prestito.

Me l’ha prestato un conoscente, un trader in valute serio, professionista, uno di quelli che probabilmente (non ho mai indagato per pudore e per invidia) guadagna anche milioni di euro in un giorno (o in un’ora?).

Non l’aveva ancora letto, credo che gliel’avessero prestato, ma me l’ha dato volentieri.

Non so perché l’ho preso. Qualcuno dentro di me ha detto “Chiediglielo in prestito”. Qualcosa dentro di me mi ha fatto allungare la mano, prenderlo e sfogliarlo.

Il libro è un genere che io amo, il “romanzo-saggio” in cui, su una trama romanzata con personaggi si innesta dell’informazione tecnica. Il primo romanzo che di questo genere che ho letto è stato L’obiettivo, di Eli Goldratt (ormai fuori catalogo) che mi ha iniziato ai misteri della TOC (Theory of Constraints, in italiano Teoria dei Vincoli) una teoria applicativa per gestire problemi. E’ un argomento che mi affascina, così ho comprato anche altri romanzi-saggi di Goldratt.

Se il genere è uno che amo, l’argomento è invece uno su cui ho sentimenti molto contrastanti, ma quelli negativi sono di più. E’ un argomento a cui mi sono appassionato per alcuni mesi all’inizio di quest’anno e poi, improvvisamente, l’ho abbandonato.

Non so cosa è successo. Da un giorno all’altro non ho voluto più occuparmene. Ho sentito che non faceva per me, che era futile provarci.

Paradossalmente, in quel periodo mi ero entusiasmato tanto da convincere un mio amico a interessarsene. Lui ora sono ormai 4 mesi che ci dedica notte e giorno e credo già con buoni risultati. E’ un po’ che non lo sento (ciao Nick) e abbiamo anche avuto una piccola discussione proprio relativamente a quest’argomento. E mi dispiace.

L’argomento, come avrete probabilmente capito è il trading di valute, o Forex.

Il libro, uscito di recente negli USA (è in inglese) si intitola Adventures of a Currency Trader - A Fable about Trading, Courage and Doing the Right Thing. E racconta di un tale che, dopo aver acquistato per corrispondenza un trading system computerizzato, decide che può fare il trader di valuta.

Peccato che dopo qualche successo per puro culo, perde tutto l’account e proprio quando è stato nel frattempo licenziato dal suo lavoro. Ma ha un mentore che lo guida, attraverso un faticoso processo di presa di coscienza e di apprendimento delle regole del trading.

Il finale è un lieto fine: diventa un vero trader e guadagna un sacco di soldi.

Ok, non credo di poter fare il mestiere di recensore di libri. Ma probabilmente non voglio neanche promuoverlo, questo libro. Perché mi ha colpito molto e mi ha fatto pensare a tante cose.

Tra cui, certamente una: dovrei ricominciare a studiare il Forex e riprovarci?

Sì perché, come ho scritto, ho mollato completamente il Forex due mesi fa. Sono passato dall’entusiasmo al gelo in un giorno. Non è successo niente di speciale, forse solo una voce che mi diceva “ma dove vuoi andare, sta buono”.

E ora, trovo questo libro, lo leggo d’un fiato e sto considerando di acquistare il coaching dall’autore del libro, Rob Booker . Gli ho mandato un’email per avere una dritta da lui (lo so che può sembrare ingenuo chiedere a uno “devo acquistare il tuo coaching?” ma ho fiducia che Rob sia sincero). Il costo è umanamente gestibile, $199 al mese per 6 mesi e ci sono ancora 3 posti.

Il mio timore è iniziare ancora una volta e stopparmi ancora una volta con quella sensazione interna che mi dice “non fa per te”. Mi capita ogni volta che inizio a studiare il trading (prima le opzioni, poi il Forex).

Questo libro mi ha fatto pensare che il trading richieda qualcosa di ben più profondo che saper mettere due grafici, usare un po’ di gergo e cliccare sul mouse. Tutto ciò che ho finora trovato in questo mondo e che - instintivamente e naturalmente - mi fa dire “non posso far parte di questo mondo”.

Però - è questo proprio il punto - quel qualcosa di più profondo è ciò che mi interessa e che sto cercando (da sempre?) nella mia vita.

D’altra parte qualcosa mi dice invece di farlo, di impegnarmi ancora e più di ogni altra volta (investirei dei soldi e dovrei fare un training in inglese) per imparare questa cosa. O per trovare qualcosa dentro di me che so che c’è, ma non viene fuori.

Volevo raccontarvelo perché, da come mi leggete e seguite, vi sento amici.

In questi giorni, in realtà, inizia un periodo di grosso lavoro sul fronte dell’Intenet Money. Ho i dati della ricerca che pubblicherò la prossima settimana, quando voglio anche lanciare il mio nuovo sito. Poi ci sono dei lanci imminenti di guru italiani e… qualcosa anche di mio.

Insomma, Ettore finisce la scuola la prossima settimana, ma per me sarà un giugno impegnativo. In qualche modo, sarà la versione 2.0 del mio Internet Money Game, la mia vita con i soldi via Internet.

E voi riciclate?

Anche se può non sembrare, questo post parla di cose pratiche per guadagnare online…

Metto subito le mani avanti: sono molto scettico sul surriscaldamento globale. E lo sareste anche voi se aveste letto Stato di paura, di Michael Crichton. A questo aggiungete che nel mio palazzo a Milano non c’è la raccolta differenziata e quindi, generalmente riciclo poco.Però l’idea mi piace molto e in alcuni casi riciclo molto.

Oggi ho iniziato a riciclare. Articoli.

Infatti, questo pomeriggio mi sono trovato casualmente a chiacchierare con il guru nostrano di Adsense, Silvio Carracini (vi ordino di scaricare il suo corso gratuito!) e mi ha chiesto “come va con i tuoi siti Adsense?“.

E mi sono ricordato che, dopo il seminario Internet Money, mi era venuta voglia di fare due siti Adsense, così per provare. Uno perché c’è una buona nicchia con click costosi che mi interessa (ma il problema sono i contenuti…). L’altro perché appunto potrei riciclare dei contenuti di qualità (articoli), ricchi di keyword, che ho già sul mio hard disk.

Poi però non avevo fatto niente e me n’ero quasi dimenticato.

Chiacchiera che ti chiacchiera, mi son detto “ma sì, partiamo con questo blog, ricicliamo questi articoli”.

E così, un po’ prima di cena e un po’ dopo la tv, quando Ettore è andato a letto, ho messo in piedi il mio primo blog Adsense. Proprio seguendo le indicazioni del corso di Silvio Carracini (ok, le cose più o meno le sapevo, ma ci sono veramente tante informazioni utili, anche per me che, come si dice, bazzico)

In realtà avevo fatto un prototipo di blog Adsense in tempi non sospetti (come direbbe Italo Cillo), parecchi anni fa e lo trovate qua.

Ma non avevo continuato perché non mi era chiaro quanto fosse importante la frequenza di aggiornamento per crescere con Google ed avere traffico. E poi avevo usato Blogger, Wordpress non era assolutamente la piattaforma prevalente allora.

Il bello del riciclo

Riciclare materiale già scritto per creare del nuovo valore è paragonabile a riciclare spazzatura per creare energia elettrica (come non fanno a Napoli, ma in altri posti sì, per esempio San Paolo del Brasile).

E’ una gran bella sensazione. Prendi questi testi un po’ polverosi, con macchie di muffa e odore di chiuso, li spolveri, li riassetti e li riutilizzi.

Copia e incolla, un po’ di cosmesi (ma molto poca, credetemi) e nasce un blog con Adsense. Se tutto va bene, gli articoli sono circa 150, ne metto uno in 1-2 minuti (dipende da quanto lo aggiusto) quindi in 4-5 ore di lavoro (diciamo 1 settimana per essere pigri?) il blog sarà caricato.

A quel punto potrò aspettare che Google faccia il suo dovere e che arrivi il traffico, credo che ci vorrà qualche mese.

E poi quanto guadagnerò? Grosso modo, so (dal mio primo sito test) che un click medio in questo settore (CRM) mi porta 0,5 - 0,7 Euro. E’ un settore che paga bene.

Oggi sul sito test ricevo 200 visite al mese con un CTR del 3,45%. Devo almeno aumentare il traffico di 50 volte (meglio 100) perchè il blog abbia un profitto degno di questo nome, cioè arrivare ad almeno 500 click al mese. Sarà possibile? Lo saprò tra qualche mese.

Però, onestamente, se anche facesse 200 euro al mese dopo averci lavorato 5 ore per inserire gli articoli (che avevo già) più altre 5-6 ore oggi, per me è un buon risultato perché:

  • sono soldi realmente automatici
  • lo sbattimento è limitato
  • riciclo ciò che già avevo
  • è un “business model” realmente alla portata di tutti e lo faccio fare anche a mio figlio :-)

E se i contenuti non ce li hai già? Li trovi. Infatti per l’altro blog Adsense che ho in mente di fare non ho i contenuti e sto pensando come trovarli.

Un’idea è la traduzione di roba inglese. Io potrei farla da solo, ma il mio tempo vale probabilmente di più.

Potrei trovare degli studenti per la traduzione, ma anche lì, non so se l’investimento viene ripagato (però potrei usare le traduzioni anche per ebook a fini di vendita o lead generation… ci devo pensare).

Ma questa è la mia idea, perché so che c’è tanto ottimo materiale in inglese e bisogno di traduzioni in italiano. Magari per la vostra nicchia di blog + adsense il materiale in italiano c’è già.

Maiali e calamari

Quindi se oggi ho adottato la tecnica del maiale con i miei vecchi articoli, è stato un calamaro che mi ha sorpreso.

Alcuni mesi fa, ascoltando il bellissimo teleseminario di Italo Cillo sul “Domare il Web” ho voluto provare Squidoo, un sistema Web 2.0 per arrivare in prima pagina di Google.

Voi sapete che sono mooolto scettico sul Web 2.0 e in generale sul SEO e il traffico naturale. Da buon vecchio marketer all’antica, per me è logico pensare di fare una bella campagna Adwords, pubblicità che pago e vedo subito il risultato, piuttosto che stare a fare le strane alchimie per essere nei risultati di Google.

L’ideale è farli entrambi, ma dovendo scegliere, io scelgo il PPC e Adwords.

Comunque, avevo fatto una lente sul CRM, messo qualcuno dei miei articoli-maiale riciclati e lasciato il tutto a fermentare, tipo vino da invecchiamento. Nei primi tempi andavo a vedere cosa mi diceva Google e mi trovavo in seconda pagina. Meglio che niente, ma non questa gran cosa (e questo mi confermava che il Web 2.0 non mi entusiasma).

Oggi, parlando di questo blog, ho voluto vedere come era messa la mia lente su Google e… magia! E’ in prima pagina, bella come il sole!

Questo cambia le cose perché

  • Squidoo funziona e vi porta in prima pagina, perché la mia lente non è niente di speciale e non ha tanti articoli
  • Squidoo funziona anche per il mercato italiano (magari anche meglio perché c’è meno concorrenza? Mah… è da esplorare)

Per non saper né leggere, né scrivere ho linkato subito il mio nuovo blog alla lente (e dovrò fare anche il contrario, ma domani, ok?).

Ora vado a dormire. Domani mattina tennis, spero presto di pagarmelo con questo blog Adsense :-)

P.S. Perché non c’è Adsense su questo blog? Mah, non so, mi parrebbe di mettere annunci pubblicitari sul mio diario. Almeno per come si è evoluto questo blog è una cosa intima, tra me e voi. Non mi pare che gli annunci Adsense ci stiano bene. E’ verò che metto dei link affiliati e dei banner… però fuori dal contesto di quello che scrivo (infatti non li cliccate MAI!)

Con questo titolo direi che rivelo chiaramente la mia età. Chi si ricorda la voce e l’immagine di Ruggero Orlando sulla tv in bianco e nero che parlava dalla mitica “Nuova York” è ormai abbondantemente negli anta, mezza età tutta.

Comunque, è un brevissimo post che vi scrivo dal bar, come al solito. Quasi come al solito.

Perché non sono al mio solito bar, ma al classico Starbucks, come ogni Internet marketer che ri rispetti.

“Il mio computer, la connessione Internet e un Latte da Starbucks, questo è il modo in cui lavoro, questo è il mio ufficio”.

Tipica frase da new professional americano.

Eh si’, perché in Italia Starbucks non c’è. Infatti sono a New York, fino a martedi’.

Sono seduto ora allo Starbucks tra la 43ma Street e la Nona Avenue, zona Hells Kitchen. Una volta malfamata (al tempo dei “Warriors” degli anni Settanta) e oggi, come ogni altra zona di Manhattan, decisamente civile. A due passi da Time Square e dall’Hudson.

Hells Kitchen è oggi un bel posto, non così fighetto come il Village, certamente non miliardario come Upper East and West side, direi un posto di Manhattan “vero”, come sono in genere i bordi di quest’isola (rispettivamente sull’East River e sull’Hudson).

Che ci faccio a New York?

Sono venuto a trovare la mia girlfriend (anche se siamo tutti e due anta, ma qui si dice così) che abita qua e a capire cosa vogliano fare per il futuro.

Ma certamente, anche a completare il soul searching, la riflessione sulla mia vita e i miei desideri che sto portando avanti da un bel po’ (mi sembra da tantissimo, piu’ o meno dall’inizio dell’anno).

E quale posto migliore per fare ciò che, il luogo che amo di più al mondo (tra quelli che ho visto), New York City?

Oggi, come avete visto dalla foto è una bellissima giornata di sole primaverile, anche se fa freschino per il vento. New York è proprio come vogliamo immaginarla, viva, occupata, newyorkese. Sono arrivato ieri, ma mi sento già a casa.

Problema o opportunità?

Non so. Per ora chiudo questo post e vado a vedere il mercato di Union Square.

Qui Nuova York, vi parla Marco De Veglia.

Quando parlava Eschine, gli Ateniesi dicevano:
“senti come parla bene”.
Quando parlava Demostene, gli Ateniesi dicevano:
“uniamoci contro Filippo”.

Questa frase era scritta su un cartello affisso nelle sedi dell’agenzia Ogilvy & Mather in tutto il mondo. David Ogilvy, fondatore dell’agenzia e uno dei più grandi pubblicitari di tutti i tempi era solito scrivere memorandum e biglietti con frasi come questa. Da buon scozzese eccentrico, capiva perfettamente (e naturalmente) il valore delle parole, specialmente se organizzate in frasi sorprendenti.

Ogilvy non è stato l’unico grande pubblicitario a lasciare una legacy (eredità) fatta di frasi e modi di dire e pensare.

Leo Burnett con le sue mele e le matite nere (“Mi piace pensare che noi pubblicitari di Chicago siamo tutti dei gran duri, immaginare che i copywriter di Chicago si sputino sulle mani prima di afferrare le loro grosse matite nere”) e chi ha lavorato in quell’agenzia (come il sottoscritto) sa quanto la mitologia di Leo sia ancora presente, perfino nell’agenzia italiana (ora proprietà dei francesi di Publicis, quindi ora chissà).

Bill Bernbach, il promotore della “rivoluzione creativa” degli anni Sessanta che ha praticamente creato la moderna pubblicità (prima molto simile a Carosello, anche negli USA), ha lasciato anche lui la sua bella raccolta di frasi e idee (“Lasciare semplicemente libera la tua immaginazione, immaginare immagini a caso, indulgere in acrobazie grafiche e ginnastica verbale NON significa essere creativi. Il creativo ha disciplinato la sua immaginazione. L’ha disciplinata in modo che ogni pensiero, ogni idea, ogni parola che mette giu’, ogni linea che traccia, ogni luce e ombra i ogni foto che scatta, rendono piu’ vivo, piu’ credibile, piu’ persuasiva la promessa o il vantaggio di prodotto che deve comunicare.”). E ancora oggi, alla DDB, l’agenzia di Bernbach si sente il suo mito ancora intatto.

Ma oggi non voglio parlarvi di pubblicità e pubblicitari.

Voglio parlarvi di Piernicola De Maria e di Mythoself. Se il prossimo venerdì, sabato e domenica volete imparare un metodo pratico, veloce e spaventosamente efficace per risolvere qualsiasi vostro problema e potete essere a Roma, andateci.

Pernicola è Demostene.

E il Mythoself non è un seminario.

Ho avuto la fortuna di partecipare a seminari di formazione sullo “sviluppo personale” con i migliori che ci sono in Italia. E anche con qualche grande straniero. Gente bravissima. Seminari che, se me lo chiedete ancora oggi, vi dico “bellissimo seminario”.

Ma ciò che ho fatto durante questi giorni è diverso.

Il seminario di Piernicola è un seminario trasparente. Non c’è. Non lo noti. Noti solo il risultato. Ottieni un risultato. Improvvisamente, tra una battuta di Piernicola e l’altra, tra un aneddoto e l’altro, qualcosa cambia, funziona e tu hai una risorsa in più. Sei cambiato. E cambiato per sempre.

Perché ciò che ho imparato non l’ho imparato.

Ho semplicemente riconosciuto una risorsa spaventosa, primaria, che c’era in me e ora so usarla. E mi basta un secondo.

Dimenticate la PNL se la conoscete, dimenticate “americanate”, dimenticate la “motivazione”. Niente di tutto questo.

Con Piernicola, imparerete ad attivare la vostra risorsa fondamentale che vi fa essere al meglio. E da questa posizione (fisica e mentale) affrontare i problemi significa essere pronti e contenti di cercare e trovare una soluzione. Superando i miti che, magari vi sono stati utili, ma ora vi bloccano.

E, già che ci siamo, Piernicola vi farà riflettere non su “cosa volete fare da grandi”, ma “su cosa volete lasciare al mondo quando non ci sarete più”. La vostra legacy.

L’essenza delle cose. In questo mondo che riempie il 99% della nostra capacità di gestire gli stimoli con cose inutili (o, in termine tecnico, “stronzate”), serve un metodo per riconoscere l’essenza. E, ovviamente, deve essere un metodo semplice, naturale, essenziale. Anzi, neanche questo. Deve essere un modo per riconoscere voi stessi, l’unica cosa che conta, l’unica che può guidare la barca nel mare della vita.

Passate questi 3 giorni con Piernicola De Maria e il Mythoself. Per favore. Vi prego. Questa non è pubblicità, non ci sono link affiliati, non ci sono secondi fini. Questo il mio regalo per voi, per questo lunedì. Un lunedì meraviglioso, perché la vita è meravigliosa.

P.S. Quando conoscerete Piernicola, capirete perché ho messo questo titolo :-)

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